lunedì 17 dicembre 2012

Africa, sei la mia pioggia

Mae, ti scrivo questa lettera per chiederti perdono; vorrei scusarmi per quest'allontanamento. Sai, non ti ho mai dimenticata, ho avuto tanto da fare qui. La vita qui non è facile!
Sono andata via dalle tue braccia contro la mia volontà, ero piccola.. sto crescendo, sapevi? Sto diventando donna come te. Ogni giorno ti assomiglio sempre di più. Ho scoperto che ho il tuo sorriso, la mia risata è come il rumore delle tue acque; i miei capelli sono ondulati come le onde che ti cullano, di colore rosso-marrone come la tua terra e come il sangue che ogni giorno viene versato su di essa.; la mia pelle è dorata come il sole che sbatte sulle tue rocce.
Il mio sguardo è come il tuo, malinconico, aspetta sempre qualcosa di buono, un cambiamento; a volte sento quella nostalgia di cui mi parlavi sempre da piccola, ti ricordi? Mamma è pesante la nostalgia. Ogni giorno aumenta, sembra che ho un nodo nello stomaco. Come faccio a togliermi questo nodo? Sei riuscita a scacciarla via? Io non ci riesco, mi tormenta e mi segue.
Ho imparato a camminare come una donna, passi corti e in silenzio. Quando cammino riesco a sentire i miei passi che toccano la terra. La terra qui è fredda, non è come la tua... calda! Mi manca il tuo calore, la tua umanità. Quanto mi manchi? Vorrei tornare, ma non posso... perdonami!
Ho ricevuto, una settimana fa, foto delle tue case. Che splendide!
Hai costruito 53 “case” per tutti noi... sono belle e uniche! Vorrei andare, ogni giorno per 53 giorni, a vivere in ognuna di queste case, posso? In mezzo a queste case passano i deserti, i fiumi, tantissimi animali, cascate, etc. Complimenti hai buon gusto! Ho visto anche la mia casa, è piccolina, piccolina e tenera. Grazie!
Ieri, quando sei venuta a trovarmi nel sogno e, dopo che te ne sei andata, ho iniziato a pensare :
“Tutti ti chiamano “Mamma Africa” o “ La culla dell'umanità”, eppure nessuno ti ama. Tutti ti vogliono e nessuno ti rispetta.
Oh tu sole della terra, cosa hai mai fatto per meritare questo dolore? I tuoi figli, i tuoi semi scappano da te... perché rimani immobile nel vederli partire? Non ti mancano? Mamma stai dormendo? Oppure ci stai castigando?”
Pronuncio il tuo nome mille volte, hai un bellissimo nome! Chi ti ha dato questo nome? Oh, quante teorie sul significato del tuo nome e tuttora nessuno ti ha mai capita!!!
Sapevi che sei bella? Qualcuno te l'ha mai detto? Quando penso a te, i miei occhi si riempono di lacrime dolci, quando mi chiami sento un tormento dentro e la morte mi si avvicina lentamente. Lasciami andare, non chiamarmi... mi vergogno di essere tua figlia! Cosa ho mai fatto per te? Non ti ho mai fatto un regalo!
Sai, so che vieni a trovarmi sempre nei sogni. Il tuo arrivo è come la pioggia, una goccia dopo l'altra e poi tutte insieme. Una goccia è un suono, due gocce formano un altro suono e così via. Africa sei la mia pioggia e il suono della mia vita! Quando inizio ad immaginare di essere vicino a te, come per magia inizio a sentire quella sensazione di euforia, di estasi, di gioia.... oh, come vorrei urlare! Come vorrei correre tra le tue foreste o savane!!!
I tuoi figli qui non parlano, sono diventati muti, ciechi e sordi. Combattono tra loro, sapevi? I tuoi figli hanno imparato a mentire, non conoscono più la verità e hanno perso il tuo odore. Come mai ti stanno lasciando? Cosa sta accadendo, mamma?
A volte quando sono sull'autobus li vedo zitti e in silenzio; camminano con la testa bassa. Sono tristi e non capisco dove vogliono andare o arrivare. Però c'è sempre qualcuno che urla tanto, tanto, tanto. Non ci avevi insegnato il rispetto verso gli altri? Devo dire che spesso vengono maltratti e subiscono tanti insulti. Alcuni rispondono e altri no. E' triste vedere un mio fratello essere insultato e non poter far niente! Cosa devo dire? Non mi escono le parole lì per lì, la tristezza è così tanta che non riesco a dire niente.
Ieri ho aperto il giornale e ho scoperto che ci danno la colpa per l'enorme crisi che c'è da queste parti. Da noi c'è la crisi? Cos'è la crisi? Mamma tu sei ricca, vero? Hai diamanti, rame, sale, petrolio, gas, oro, tantissime pietre preziose, delle terre fertili, etc. Come mai dai miei calcoli risulta che siamo poveri? Con tutto quello che hai, potevi aiutarci tutti . Anche se mi è giunta voce che hai firmato un contratto con Satana. Egli manda sempre i suoi figli vestiti da pecore a lavorare da te, fai attenzione. Quando arrivano prendono tutto.... rischi di rimanere senza niente.
Scusa mamma, ma dovevo dirti queste cose. Se è vero perché l'hai fatto? E i tuoi figli? Non ci pensi a noi?
I tuoi figli del nord, hanno iniziato le rivolte... non so se è un bene o un male! Ci sono le iene da questi parti che aspettano per mangiare. Tu, che ne pensi? Mi auguro che saranno in grado di costruire il loro futuro. Quelli che sono qui sono considerati come un pericolo, una bomba pronta ad esplodere.
I tuoi figli del centro... poveri, mamma! Sono due o tre che stanno bene, altri soffrono tantissimo. Alcuni non hanno acqua da bere là, mamma! Perché? Altri vengono massacrati spesso per una politica di corruzione. So che ci sono delle persone che li aiutano, ma ne servono altre. Nel resto del mondo, la gente del centro è diventata famosa; escono sempre sui giornali, in televisione, telegiornali, etc., ritratti come poverini senza cibo o come gente che non fa parte del mondo.
Quelli del sud, sono come quelli del centro.
Non importa dove siamo nati... apparteniamo tutti a te..Mamma Africa!


Qamar S. Andrade

video


Per l'Associazione Italo- Capoverdiana è stato un vero piacere e onore partecipare alla "Serata Insieme" organizzata dall'Associazione Mabota.
Grazie a tutti, alla prossima.




HOLLYWOOD/ BOLLYWOOD CITY

In the night what's going on in Genoa?
A volte capita di trovarci in dei posti senza sapere perchè.... ma ci capita....
E quello che ci capita di vedere in questo posto è veramente triste e sconvolgente!
Nella notte del 16/12/2012, a 5 giorni dalla fine del mondo, eravamo spettatori di una scena del teatro dell'orrore.
Stormi di uccelli passavano, volando verso una destinazione sicura...anche loro avevano capito che era meglio “telare”! Ma le paladine della giustizia avevano un compito da svolgere: “Reporter in the night”.
Torniamo indietro nel tempo e analizziamo cosa è successo; arrivate all' Hollywood ci hanno chiesto un pass per poter entrare, sembrava un luogo controllato.
Dopo essere entrate ci accorgiamo che ci sono due sale con musica diversa: nella prima si ballava musica hip hop, reggae, reggaeton e commerciale, le persone erano rilassate, ridevano, scherzavano a ritmo di musica; vi era un mix di razze: senegalesi, italiani, capoverdiani, tunisini, marocchini, nigeriani e sudamericani. L'età media era dai 16 ai 35 anni.
Nella sala a fianco ci si presenta un altro tipo di ambiente, completamente diverso: teste rasate, e abbigliamento tipico (dei neo fascisti/neo nazisti), le ragazze praticamente nude e coloratissime, musica hard core, hard style, tecno, tutti scatenati e fatti. Età media dai 15 ai 25 anni. Due generi completamente diversi in sale adiacenti.
Prendiamo il nostro drink e andiamo nella prima sala. Passano le ore e ogni tanto si presentavano le teste rasate, che scimmiottavano i ragazzi impegnati a ballare.
La tensione si tagliava col coltello perchè avevano un atteggiamento provocatorio.
I ragazzi afro-italiani e sudamericani rifiutavano di andare nell'altra sala anche se là c'era il bagno,
che tra le altre cose era in condizioni pessime.
Quasi alla fine della serata, mentre andavamo in bagno ci imbattiamo in una rissa e la scena più triste era vedere una ragazza per terra che veniva calpestata mentre i rissaioli cercavano l'uscita.
Pochi minuti dopo sono arrivate cinque pattuglie di carabinieri i quali sono scesi dalle loro macchine armati di manganelli, pronti ad intervenire.
Dopo mezz'ora il locale chiude e tutti si preparano verso l'uscita.
La tensione nell'aria era tanta, sentivamo che sarebbe successo ancora qualcosa.
Ad un certo punto gruppi di ragazzi (hard core) iniziano a picchiarsi l'uno contro l'altro, i carabinieri intervengono tirando manganellate fino a sedare la rissa.
Finito questo scontro ne iniziano altri: ragazzi capoverdiani che litigano per colpa delle ragazze, c'è chi se la prende con le macchine parcheggiate davanti al locale e teste rasate che si tiravano dei pugni in faccia.
In uno degli interventi dei carabinieri ascoltiamo questa frase “ Prendiamo quel nero e gli facciamo vedere...”, anche se abbiamo visto che chi aveva compiuto il gesto di prendersela con la macchina era un'altra persona.
La cosa è durata per un'ora e c'erano sparsi qua e là focolai accesi; mentre, poco distante si sentiva scoppiare un petardo provocando gran fumo e rumore nella notte. Scattavano gli allarmi delle macchine, insomma un grande caos.
Pian piano tutti vanno via in macchina, non rimane quasi nessuno, l'ultima cosa che sentiamo è la frase detta dai carabinieri : “Tutto qui?” , agitando il manganello tra le mani.

La cosa più triste è vedere giovani, non importa di che razza o etnia, che si distruggono nell'alcol e nella droga. Sono sempre incattiviti e violenti, basta poco per far accendere una miccia. E' triste anche vedere il comportamento di chi dovrebbe evitare che queste cose succedano.

Afrah e Qamar