lunedì 15 dicembre 2014

Il nostro Spazio...

Una nuova avventura ed una nuova sfida... al nuovo punto di incontro (Via Prè 137 Ex Book in the Casbah), che richiede coraggio, voglia di condividere e di partecipare, curiosità e dinamismo.
Un punto di riferimento per la comunità capoverdiana genovese, ma anche una nuova realtà sociale attiva nella città. Quindi un ambiente di "lavoro" e di "incontro" dove tutti possono interagire liberamente. 


















domenica 14 dicembre 2014

Un libro nuovo tutto da scoprire, un'isola con i suoi racconti mistici e con i suoi storici personaggi! 
Estatuas de Sal " Statue di Sal" di Evel Rocha




Laboratorio di Teatro


L'Associazione Italo-Capoverdiana sta organizzando un laboratorio di teatro che ha come tema centrale Capo Verde.
Faremo tanti esercizi di preparazione molto divertenti ma anche molto utili, non solo per recitare ma anche per superare la timidezza di parlare in pubblico.
Dopo l'enorme successo dello spettacolo Migrantes IV andato in scena a Pavia e a Milano, ora tocca alla nostra città riscoprire la magia del teatro con qualcosa di nuovo e originale.
Inizieremo a gennaio 2015 fino a giugno 2015.
Ci incontreremo una volta alla settimana il sabato pomeriggio nella nostra sede in Via Prè 137, a partire dalle 15.30.

Vi aspettiamo numerosi.

lunedì 8 dicembre 2014

TESTIMONIANZE dei ragazzi capoverdiani durante l'alluvione a Genova, ottobre 2014.


Noi dell'Associazione Italo-Capoverdiana abbiamo chiamato alcuni capoverdiani per sapere se stavano bene e se avevano dato il loro contributo alla società genovese. Per nostra soddisfazione abbiamo scoperto ,positivamente, che molti di loro non sono rimasti fermi. Alcuni non hanno voluto rendere pubblica la loro testimonianza, soprattutto dopo le polemiche, altri, invece, hanno deciso di raccontare.
Tra tante storie vi citiamo quelle di: i coinugi Nilza e Nilton, Joanicia e Ivander.


Testimonianza
di
Nilton Spencer Brito e Nilza Reis



“ Non importa da dove vieni o chi sei, ma la città è tua! E' la città dove nascono i tuoi figli, dove forse hai passato più tempo della tua vita e quindi come puoi non volergli bene?” Nilza Reis

Durante la notte tra venerdì 10 e sabato 11 ottobre ( tra le ore 02.30 e le ore 03.00) c'è stata una seconda ondata di pioggia e nel quartiere di Sampierdarena si sono verificati alcuni allagamenti. I coniugi abitano in via P. Reti, dopo i vari tuoni e lampi si sono affacciati dalla finestra per verificare la situazione in strada. Si sono trovati davanti ad uno scenario terrificante: un fiume d' acqua che scorreva e una persona intrappolata dentro una macchina. Nilton scende ad aiutarlo, rischiando la propria vita, nel frattempo quando arriva giù trova due ragazzi sudamericani che erano li ad aiutarlo. Il ragazzo M. stava ritornando a casa, lavora in un forno a Rivarolo e si è trovato nel pieno del nubifragio. Il ragazzo M. è stato accolto in casa loro fino all'arrivo di un suo collega.

Il ragazzo M. il giorno dopo li ha chiamati, non trovando nessuno, ha lasciato loro questi messaggi:

“ Ciao ragazzi sono M., il ragazzo di stanotte che avete ospitato, vi volevo ringraziare per la vostra gentilezza e grande ospitalità. Grazie di cuore M.”

Nilton, il sabato mattina è andato in centro per dare una mano. Arrivato in centro è stato mandato dai vigili a fare l'iscrizione al Comune di Genova in corso Torino, che a sua volta l'ha rimandato al Municipio VIII- Genova Medio Levante. Arrivato lì ha fatto l'iscrizione ( presentazione della carta d'identità e un foglio da firmare con i suoi dati anagrafici). Dopodiché è tornato in Via XX settembre, all'angolo tra gli uffici postali e il self service, è rimasto li dalle 09.00 fino alle 17.30.”

Nota: Abbiamo deciso di non scendere nei particolari, ma solo dare un piccolo esempio che non tutti sono rimasti a casa.


Testimonanzia
di
Joanicia da Cruz

“ Quello che è successo a Genova ha colpito tutti noi!”

Tutti noi avevamo paura e tutti noi abbiamo una coscienza. Alcuni sono scesi dalle loro case a dare una mano e altri no. Non è una questione se sei straniero o italiano, ma che siamo tutti cittadini di questa città.
La domenica del giorno 12 ottobre, mia cugina ed io siamo andate a dare una mano nella zone di Metro Brignole. La situazione era ancora catastrofica, anche noi ci siamo messe a spalare il fango, aspettavamo che il tempo migliorasse per poterci muovere. Il nostro piccolo intervento alla fine non è durato molto, è durato dalle ore 15.30 fino alle ore 17.00, anche perché ad una certa ora la protezione civile ci ha mandato a casa per la prevenzione dell'arrivo di una nuova perturbazione. Molti si chiederanno se abbiamo fatto foto o selfie per testimoniare la nostra presenza, ma per la delusione di molti non c'era tempo per quello. Quello che ho fatto... ho fatto! E' un momento di unione non di divisione”.

Testimonanzia
di
Ivander Monteiro


“ Non era un problema di razza ma del cittadino, ognuno con la sua coscienza”

Negli altri due giorni dopo l'alluvione a Genova, purtroppo non son potuto esserci per cause di forza maggiore. La domenica del giorno 12 ottobre, insieme ad alcuni miei amici sono andato anche io a spalare. Molti parlano senza sapere, questo si chiama ignoranza. Il mio intervento è stato tra via Brigate Partigiane e via XX Settembre. Quando sono arrivato li per un istante non sapevo cosa fare, c'era tanta gente a spalare e non avevo materiali; così appena è passato un camion dell'Amiu con le pale, ne ho chiesto una a loro.
Con i miei amici dovevamo prendere il fango dalle strade e dai marciapiedi, venivamo coordinati da alcune persone. Si riempivano i secchi, dovevamo separare il fango liquido dal solido poi passavano i camion dell' AMIU per prendere il fango liquido.
Abbiamo aiutato anche il negozio di una signora e il supermercato Billa in Via Cesarea. Il magazzino del supermercato Billa era pieno d' acqua, di cemento e di fango, eravamo un gruppo di ragazzi di tutte le nazionalità con in mano dei secchi che ci avevano portato i vigili del fuoco... si era formata una catena umana che partiva giù dal magazzino fino alla strada.
L'unica cosa che mi è dispiaciuto vedere, è stata l'assenza di militari o delle forze dell'Ordine... eravamo tutti ragazzi a spalare e spesso mancava anche la coordinazione. C'era gente che voleva aiutare ma alla fine rimanevano fermi perché nessuno coordinava.





Vulcano di Fogo
Novembre 2014


Ancora altre foto del vulcano di Fogo
La popolazione che abbandona le loro abitazioni 
Novembre 2014





Vulcano di Fogo

Dopo 19 anni di inattività, domenica 23 novembre 2014 ha iniziato ad eruttare il vulcano nell'isola di Fogo.
Gli abitanti di Cha das Caldeiras hanno avvertito inizialmente delle scosse sismiche e hanno contattato la protezione civile senza però avere un riscontro.
Da lì a poco è avvenuta la prima eruzione non dal cratere principale ma da quello laterale, devastando alcune località . Nell'arco di una settimana la lava è uscita anche da altri sette crateri.
A questi sette crateri si è aggiunta l'eruzione da un ottavo cratere che hanno generato una grandissima esplosione che ha distrutto ettari di piantagioni, case, il parco nazionale e ora sta distruggendo il paese Portela. Ora le lave stanno avanzando verso un altro paese, Bangaeira.
Fortunatamente non ci sono state vittime, la protezione civile e la polizia stanno lavorando per evacuare la popolazione.
Il problema riguarda soprattutto i fumi e le ceneri dovuti all'eruzione che propagandosi nell'aria creano dei disturbi respiratori agli abitanti.
La notizia ha girato il mondo, solo l' Italia non hanno trasmesso tale notizia.
Ogni giorno attraverso i social network e la tv di Capo Verde si può vere informazioni in tempo reale.
Il vulcano al momento è ancora attivo tra giorni di eruzione e giorni di scivolamento della lava.

L'Associazione Italo-Capoverdiana è vicina alla popolazione di Fogo soprattutto di Cha das Caldeiras.

Le foto sono di:
Saulo Montrond " Green Studio"
Joao Fernandes " Fogo- Viyage spécial éruption et volcans"
Nuno Pereira
Marcos Rocha










lunedì 13 ottobre 2014

 
La situazione della nostra città è grave, nelle zone colpite è tutto da ricostruire! C'è chi ha perso tutto e chi ha riperso tutto, non c'è bisogno di cercare i colpevoli, ma di pensare a cosa si può fare.
L'associazione Italo-Capoverdiana rinnova l'invito di presentarsi presso i vari municipi per munirsi di strumenti adeguati e dare una mano per davvero! Perché cittadinanza è coesione e solidarietà.
(dunde mancan e forse cresce a voentae/ quando mancano le forze cresce la volontà.).