lunedì 7 novembre 2016


A PRESTO 
ATE' JA' 




Brevemente vamos estar de volta com muitas novidades e uma nova sede!

A breve torneremo con tante novità e una nuova sede! 


venerdì 16 settembre 2016


Aviso:

Eleiçao Presidencial em  Cabo Verde

No dia 2 de outubro, todo o dia de domingo 
Das 07:00 às 18:00 horas
Mesa de votos, Palacio " Matitone" 16149, Genova
( Sampierdarena- Local de sempre- logo à entrada do palacio) 

mercoledì 14 ottobre 2015


L'Associazione Italo-Capoverdiana quest'anno si è impegnata anche a fare dei laboratori di teatro, questo è un video realizzato da noi per promuovere le nostre attività anche in maniera "scherzosa". Buona visione!!!



martedì 13 ottobre 2015


Grazie ancora Noli


lunedì 12 ottobre 2015

Poesia dedicata ai due giovani ( Gianni ed Andrea) dell'equipaggio SALINA EXPERIENCE

 OH, MAR LEVAM MA BO

Oh, mare portami con te!!!
Portami nel ricordo più sfuggente.
Fammi scivolare nell'eremo  del pensiero,
Fammi cadere nell'orizzonte del tuo desiderio.

Oh, mare portami con te
In luogo dove non esiste giusto o sbagliato.
Oh, mare canta con me,
Il canto di libertà.

Raccontami i tuoi segreti più profondi
Toglimi i miei peccati così che possa rinascere
Sono giovane e peccatore
Sono giovane e sognatore,
dammi la mia libertà!

Sbattimi tra le tue onde
Così che mi possa svegliare!
Annegami  nell'abisso della verità,
E lasciami scaldare le mie lacrime,
nel sole dell’alba.

Oh, mare portami con te
Fammi camminare sulle tue acque
Così posso raccontare che sono diventato uomo.


Qamar Sandra Andrade


( Seguiteli su: http://www.salinaexperience.com/ )

domenica 11 ottobre 2015

In occasione dell'arrivo a Noli del Veliero Salina ed il suo equipaggio sulla rotta di Capo verde, l'Associazione Italo-Capoverdiana ha partecipato ieri all'evento " Da Noli a Capo Verde sulle antiche rotte di Anton Da Noli".
Ringraziamo per l'invito e per l'accoglienza:
  • Il Professore Alberto Peluffo
  • Il Comune di Noli e il Sindaco Giuseppe Niccoli
  • Salina ed il suo equipaggio ( Gianni Semeraro ed Andrea Zaccaria)
  • E la città di Noli.
Ringraziamo l'Associazione Donne Capoverdiane in Italia OMCVI di Roma per la loro presenza. 
Un ringraziamento speciale anche al Professore Antonio Musarra per il suo interessante discorso e presenza. 


 Auguriamo un buon viaggio ai due giovani coraggiosi Gianni ed Andrea.


mercoledì 7 ottobre 2015

La Storia di un Pescatore 

“ Non devo offendere il mare, perché tutto quello che ho… è il mare che me l’ha donato.”

Proverbio capoverdiano

Per i capoverdiani la pesca ha sempre rappresentato la prima fonte di sopravvivenza e di guadagno.
Capo Verde è un arcipelago di dieci isole situate nell’Oceano Atlantico, non dispongono di molte risorse naturali a causa della vegetazione scarsa e per questo l’uomo capoverdiano per vivere ha da sempre praticato la pesca. 
Nel corso degli anni questo mestiere è cambiato, inizialmente si trattava di pesca artigianale, poi con il turismo la domanda si è alzata attraverso una grande richiesta da parte degli alberghi e delle varie strutture, ciò ha fatto sì che le tecniche e i mezzi diventassero sempre più complessi in modo tale da soddisfare la richiesta crescente. In più si sono sviluppate nuove tecniche di pesca sportiva:
  1. Rock Fishing (si pesca prevalentemente con il vivo (saragho, occhiata, leccia stella) da fare facilmente con una canna a galleggiante).
  2. Pesca d’altura- Big Game (con una barca ben attrezzata, si pesca su di una secca con 90 metri di fondale e le prede insidiabili con più successo sono: Marlin, tonni pinna gialla, wahoo, pesci vela e lampughe; con la tecnica della traina di fondo anche carangidi e cernie).
  3. Spinning (pesci di taglia stimolati da grossi artificiali; Il ventaglio di pesci è molto ampio, African Pompano, Jack Crevalle, Permit e Esmoregal più comunemente chiamate Ricciole.)
  4. Surf casting (con questa tecnica  e' possibile insidiare di giorno: mormore, saraghi, barbi, bonefish, lecce, corvine, bonito, triglie, ed altre specie meno significative).
  5. Bolentino (riguarda la pesca di ombrine tropicali, dentici tropicali, cernie, saraghi , carangidi, e tutte le specie presenti.).
A causa dell’'accordo di partenariato nel settore della pesca tra l'Unione europea e la Repubblica del Capo Verde si è intensificato maggiormente lo sfruttamento di queste acque.
In ambito culturale Capo Verde ha una forte tradizione gastronomica, vengono organizzati festival e grandi esposizioni di prodotti tradizionali legati alla pesca.
Tra Italia e Portogallo esiste una cooperazione navale, dove vengono fatti degli scambi di manodopera qualificata a basso costo ( la manodopera portoghese costa poco)...  la maggior parte dei lavoratori sono capoverdiani di nazionalità portoghese.
Oggi molti italiani pensionati vivono a Capo verde e si dedicano alla pesca,  i capoverdiani vengono a Genova da pescatori e finiscono a lavorare alla Fincantieri, lavorando nella costruzione di navi e barche. Come nel caso dell’ intervistato.


Sousa, l’uomo pescatore

Sousa nasce nell’isola di Santo Antao, Capo Verde, il 5 febbraio 1977. Ha sempre avuto la passione per il mare,  ed è cresciuto in un contesto di persone che di mestiere o per hobby si dedicavano alla pesca. Già da piccolo pescava dagli scogli con i suoi zii, così in seguito  decide di specializzarsi in questo settore e all'età di 20 anni consegue il diploma nautico nell'isola di Sao Vicente.
All'età di 23 anni decide di seguire i suoi zii nella pesca in barca partendo da Porto Novo ogni mattina verso le cinque. La barca era lunga circa 6 metri, quasi la metà delle barche sono motorizzate. Imparare a pescare in queste barche è un tradizionale rito di passaggio attraverso il quale alcuni ragazzi  diventano uomini. Una volta raggiunto il largo buttavano la rete e aspettavano circa tre ore, dopo di che riprendevano la rete per vedere se qualche pesce aveva abboccato,  di solito si trattava di pesci di piccola-media taglia  come ad esempio pesci pappagallo, orate, branzini e garoupa.
Se nessun pesce abboccava ri-buttavano la rete e aspettavano.  I pesci presi  venivano tolti dalla rete con le mani e messi in dei secchi tutti insieme. Al pomeriggio verso le tre tornavano indietro  e portavano i pesci al mercato vicino alla spiaggia per venderli . Era un vero e proprio lavoro: andavano in mare cinque giorni alla settimana, dal lunedì al venerdì.
Ma la storia di Sousa non finisce qui, ha praticato anche pesca di tipo industriale cioè con la rete in mare aperto su grandi navi dove pescavano soprattutto sgombri, tonno.
La rete era lunga 200 metri per 28 metri di altezza e veniva buttata in mare al largo, legata ad una barca più piccola di circa 5/6 metri.  La rete era legata tra la nave e la barca piccola tramite una corda che veniva tirata su con la gru idraulica, ogni volta che si avvistavano dei pesci.
Praticava anche pesca sportiva a immersione. Si immergeva vicino alla scogliera a 10 metri di profondità col fucile e pescava qualsiasi tipo di pesce di piccole e grandi dimensioni nonchè polpo e aragosta.
In Italia invece ha trovato lavoro alla Fincantieri e non ha più potuto dedicarsi alla pesca.


venerdì 2 ottobre 2015

MUSICA DEI POPOLI
presenta
CARMEN SOUZA
Sab. 3 Ottobre- ore 21.30
Auditorium FLOG- Firenze